AA.VV.

Le donne che fecero l’Impresa - LOMBARDIA. Nessun pensiero è mai troppo grande

Anno di edizione:
2017
ISBN:
978-88-9347-038-4
Pagine:
240
Formato:
14x20
Le donne che  fecero l’Impresa - LOMBARDIA. Nessun pensiero  è mai troppo grande
Prezzo 14,00€

Disponibile dal 10 febbraio 2017

Cultura e industria, libri, cinema, danza, ma anche sport, alta moda, commercio, bellezza, imprenditoria legata a industrie del ferro e della meccanica, design.
Quell’uomo mascherato chiamato Diabolik nato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani che cambiò l’idea del fumetto, l’editoria per ragazzi tradotta dall’estero di Rosellina e Francesca Archinto, le librerie storiche di Adriana Duchini Carù e di Maria Tosi Pianezza, il design di ieri e di oggi di Eugenia Alberti Reggio e di Luisa Parasacchi, la danza di Lucia Galli Galletti e Cinzia Puricelli e lo sport che ha segnato la vita e il lavoro di Patrizia Crespi, l’arte che si trasforma in una dei più importanti musei nazionali che prende vita dal lavoro di Assunta Lucioni Bianchi, l’alta moda, che parte dall’intimo di Edda Paracchini e Margherita Squizzato Garda e arriva ai cappelli di Laura Marelli giunti fino alla Real Casa, la cura della bellezza insegnata da Anna Del Prete, il cinema di provincia dono di fidanzamento alla fine degli Anni Trenta di Agostina Diani, il commercio di qualità a poco prezzo di Rossella Anthony Destantini, le fonderie di Loretta Forelli che si uniscono al suo impegno in Croce Rossa, la produzione e l’esportazione di macchine agricole in Cina di Chiara Radrizzani, la pioniera dell’associazionismo milanese che fu Alessandrina Ravizza: diciotto donne da conoscere.

 

AUTORI
Anna Allocca
Alessandra Biella
Barbara Guidi
Lucia Borsani
Aurora Garda
Marina Brognoli
Annamaria Colombo
Annitta Di Mineo
Rossana Girotto
Laura Giuliani
Lorena Lusetti
Marcella Magnoli
Sara Magnoli
Emanuela Morani
Sarah Pellizzari Rabolini
Iante Rossetti
Susanna Soncin
Laura Veroni
Laura Villani
Stefania Visentini

Primo capitolo

PREFAZIONE

Intraprendente, creativa, volitiva, risoluta, caparbia, laboriosa, brillante, determinata.
Ho appena terminato la lettura di Le donne che fecero l’impresa, libro che raccoglie le storie affascinanti e talvolta sorprendenti di alcune delle molte donne imprenditrici lombarde, grazie alla cui inventiva, coraggio e costanza molte aziende sono nate, hanno avuto successo e sono ancora attive e in buona salute. Gli aggettivi poco sopra citati sono quelli che ho ritrovato in tutte le pagine, in tutti i racconti, che sono serviti a descrivere ciascuna di queste donne, diversissime tra loro per periodo storico in cui vissero, personalità, estrazione sociale, ma accomunate tutte da grandi passioni e una fortissima determinazione.
Donne che vengono raccontate da altre donne, le quali scrivono per professione, ma dal cui racconto traspare un’empatia che va al di là dell’impegno professionale. C’è passione, c’è partecipazione, c’è la voglia di dire finalmente che quando si parla di “capitani di industria” o “cavalieri del lavoro” si possono, senza alcun problema, raccontare storie che hanno come protagoniste le donne. E che forse per troppo tempo sono state meno considerate.
Dai pizzi alle bobine, dai libri alla danza classica, dalle fonderie allo sport passando per l’architettura: ogni storia racconta la fatica e il successo raggiunto in ambiti diversissimi, in periodi lontani fra loro e spesso in tempi in cui, e parliamo solo del secolo scorso, la condizione femminile non era certo quella che condividiamo oggi.
Vite intense, appassionate, quelle delle donne imprenditrici, i cui lavori a volte sono più vicini alla sensibilità femminile ma altre volte lontanissimi, che spesso sono stati scelti ma in altri casi sono stati intrapresi per volontà del destino, ma comunque sempre “accuditi” e “curati” come e mentre si crescono i figli.
Sì, perché molte di queste donne, quando raccontano la loro storia imprenditoriale, la uniscono a quella dei figli, dei compagni di vita, dei genitori e dei nonni (spesso ispiratori), in un tutt’uno inestricabile con l’attività che svolgevano. Perché per loro è parte della stessa cosa, della stessa vita, dello stesso stile. Non esiste l’antitesi lavoro e vita, l’uno confluisce nell’altra e viceversa.
Un particolare che ricorre abbastanza spesso in queste storie e che mi ha molto colpito è il racconto che queste donne fanno del ruolo che compagni della vita hanno avuto nelle loro imprese. Sono uomini collaborativi, che non intralciano e supportano, capiscono l’idea o l’ambizione e sostengono attivamente nella sua realizzazione. Mi piace sottolineare questo elemento che emerge dalle pagine, in una fase storica in cui il conflitto tra i sessi si sta esprimendo purtroppo e troppo spesso nella sua deriva più disperata e violenta.
E mi piace terminare con l’immagine di un fumetto che ho amato e amo tutt’ora, scaturito dalla mente e dalla sensibilità di due donne, Angela e Luciana Giussani, la cui storia, non a caso, leggerete nelle pagine che seguono.
È l’immagine di Diabolik e Eva Kant, la coppia diabolica del crimine e coppia “alla pari”, perfetti nella condivisione dello stesso stile di vita, rispetto e aiuto reciproco. Una sintesi che forse dovremmo tentare di recuperare, da ambo le parti.
Ed ora, le vite e le imprese di Angela e Luciana Giussani, Loretta Forelli, Anna Del Prete, Edda Paracchini, Rossella Anthony Destantini, Laura Marelli, Maria Tosi Boragno, Margherita Squizzato Garda, Alessandrina Ravizza, Agostina Diani, Assunta Bianchi, Patty Crespi, Lucia Galli Galletti e Cinzia Puricelli, Luisa Parasacchi, Chiara Radrizzani, Eugenia Alberti, Adriana Duchini Carù, Francesca e Rosellina Archinto attendono di essere lette e capite nel profondo.

Daniela Dirceo
Giornalista
Rappresentante per le Pari Opportunità
della Federazione Nazionale Stampa Italiana

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